LO YOGA,  UN VALIDO AIUTO PER ALLEVIARE I SINTOMI, E CURARE LA CERVICALE
Sicuramente a quasi tutti è già capitato un torcicollo e quindi potevamo sperimentare il fastidioso dolore al collo. Ma durante i miei corsi ho potuto constatare frequentemente, che tante persone soffrono di cervicale cronica o addiritura di ernie o discopatie in sudetta zona. Causato dal lavoro alla scrivania, posture errate e sbagliate e anche mancato o insufficiente esercizio fisico fanno si, che i sintomi diventano cronici.  Visto che la struttura ossea, vertebrale e articolare viene mantenuta elastica, flessibile e mobile soltanto attraverso cattene muscolari, tendini e legamenti tonici e forti,  diventa palese che con esercizi di yoga regolari, magari quotidiani possiamo intervenire in modo molto positivo e duraturo nel tempo.
Vediamo i esercizi che sono indicati:
Sedete in una posizione corretta col busto ben diritto
1) Eseguite piccoli movimenti del capo su e giù, come per accennare un “si”; essi vanno a muovere e riscaldare la prima vertebra cervicale. Se volete verificare il movimento, portando le mani sotto la nuca esercitate una lieve pressione con la punta delle dita, proprio dove sentite un avvallamento.
2) Piccoli movimenti laterali del capo da destra a sinistra come per accennare un “no” muovono e riscaldano la seconda vertebra cervicale; ne potete verificare il punto facendo scorrere la punta delle dita sull’apofisi che sporge.
3) Una piccola flessione del capo verso il basso e la spalla destra, poi verso il basso e la spalla sinistra, vanno a muovere e riscaldare la terza vertebra, che potete ancora verificare con la pressione delle vostre dita.
4) Il viso che ruota fino a portarsi di profilo, a destra e a sinistra reca beneficio e riscalda la quarta vertebra. Ruotando il capo verso destra rilassate il braccio destro per verificare con le dita della mano sinistra il punto, quindi rilassate il braccio sinistro per la verifica con la mano destra.
5) Spingete il mento in avanti e lievemente verso l’alto in modo che si allunghi un poco, porta benficio alla quinta vertebra cervicale.
6) Spingere ancora fino ad inarcare il collo, volgendo il viso al cielo, porta l’azione riscaldante alla sesta vertebra.
7) Incurvare il collo per guardare verso il basso, finché il mento va a toccare lo sterno, porta una trazione cervicale che interessa sopratutto la settima vertebra. Con questi semplici movimenti si riscalda il collo e si mantengono flessibili tutte le vertebre cervicali prevenendo l’artrosi o impedendo l’avanzare dei processi artrosici se questi sono già in atto. A livello simbolico i movimenti delle sette vertebre indicano lo scorrere dei giorni in un “ciclo finito”, proprio come indicano i giorni della settimana, le note musicali, i colori fondamentali dello spettro luminoso e le costellazioni.
8) Portate la mano sinistra sull’orecchio, aperta e ben aderente alla testa, tenendo su il gomito mantenete il capo e il collo diritti. Mentre inspirate, spingete con forza la mano contrastando la spinta con la testa, espirando rilassate la parte. Ripetere l’esercizio per tre volte consecutive a sinistra e poi con le stesse modalità e gli stessi tempi a destra.  Questo è Karna Pida mudrà, il gesto dell’orecchio e del dolore. A livello simbolico indica la possibilità degli yogin di chiudere l’ascolto laterale, praticamente di ascltare solo ciò che essi decidono.
9) Portare le due mani a sostenere il mento. Mantenete il capo ben diritto sul collo, tenete indietro le spalle e inspirando spingete con energia le mani verso l’alto, per allungare il collo, mentre la testa cerca di contrastare il gesto pesando sulle mani e spingendo verso il suolo. Espirando rilassate la parte. Durante la spinta delle mani verso l’alto, dita e palmi si aprono per aumentare la forza dei polsi uniti, mentre nella fase di rilassamento le dita si rilassano toccando il viso. Ripetere l’esercizio per tre volte consecutive. Questo è Kusuma mudrà, il gesto del fiore che sboccia e cresce. Simbolicamente rappresenta la possibilità di crescità spirituale: nella gola è collocato il Chakra Vishuddha, il “purissimo” – “etereo”, cosi come indica il suo nome sanscrito, ed è appunto deputato a governare la crescità nel senso più profondo del termine.
Ed ecco l’asana che porta enorme beneficio per la cervicale, vale sempre di eseguirlo con la dovuta cautela (quindi con un profondo ascolto del nostro corpo), specialmente se ci sono delle discopatie in atto:
SHASHA-ASANA, la lepre seduti sui talloni, durante un espirazione flettere il busto in avanti, tanto da appoggiare a terra gli avambracci, coi gomiti ai lati delle ginocchia. Tendere in alto il mento mentre le spalle si spingono in dietro e in basso, verso la terra. In caso di grossi problemi con la cervicale allungare piùttosto lo sterno togliendo tensioni  dalla nuca. Mantenere questa prima fase dell’asana per alcuni minuti
poi, premendo al suolo le mani, distendere le braccia, spingere ll mento ancora più in alto, anche qui vale come nella prima fase allungare ancora più lo sterno, ed avvicinare le scapole tra di loro.
Mantenuta questa seconda fase per un poco, inspirando solleviamo il bacino ed espirando appoggiamo la sommità del capo tra le mani per terra e spostiamo il peso del corpo in avanti. In questa terza fase si distende e raddrizza la zona cervicale e la gola si chiude leggermente.
Per ulteriori approfondimenti leggete il libro: I segreti dello Yoga, di Gabriella Cella Al Chamali, pagina 49
Vi auguro una buona pratica
Con gratitudine
Sabine