Dharmika è il giusto il virtuoso, il pio. L’atto devozionale, di prostrazione al suolo, che caratterizza questo asana, è indice di rispetto per la divinità o per il maestro (il guru) che si vuole omaggiare. E’ simbolo di umiltà, la virtù principale di un buon discepolo, desideroso di apprendere la via della conoscenza. Uiltà significa abbandonare il proprio ego, liberandosi da ogni preconcetto: solo in tal modo è infatt possibile essere totalmente ricettivi. Come insegnano i maestri indiani, essere umili significa “essere come l’acqua che, adeguandosi a tutto a tutto è adatta”. GABRIELLA CELLA, YOGA-RATNA IL GIOIELLO DELLO YOGA

In psicosomatica il ginocchio è generalmente correlato all’ego. Dharmika-āsana è la classica posizione di prostrazione presente in diverse religioni. La posizione della devozione simboleggia la resa dell’Io, il rimettersi totalmente a qualcosa di più grande. Se la persona vive serenamente il suo rapporto con il divino ed è conscia, umilmente, dei propri limiti, vivrà questa posizione come un piacevole affidarsi. Al contrario, chi ha un ego forte o vive dei conflitti con la religione, si sentirà oppresso e sottomesso in questa posizione. Spesso accuserà fastidio alle ginocchia o troverà difficile l’esecuzione della posizione perché il dolore gli impedisce di inginocchiarsi (Gilda Giannoni).

Questa posizione che ci porta così tanti benefici sia a livello fisico che psicologico e spirituale, viene spesso rappresentato in modo erroneo. Certo questa prima variante completa, si presenta molto impegnativa specialmente per l’articolazione delle spalle e la parte superiore della schiena, quindi chi ha problemi in questa zona fa bene di avvicinarsi a delle varianti meno forti, che permettono di eseguire la posizione anche a chi soffre di dolori, proprio per la sua capacità di sciogliere ed ammorbidire tutta la zona superiore del busto.

COME SI ESEGUE:

In posizione carponi con le braccia e cosce un po’ più distanti della lunghezza del busto, le cosce perpendicolari al suolo. Dopo una profonda inspirazione, espirando scendere con il petto verso il suolo, la gola aperta, il mento appoggia sul tappetino, le braccia si estendono in avanti.
Con problemi alla cervicale si appoggia la fronte a terra, con problemi nell’articolazione delle spalle si incrociano le braccia afferrando con le mani i gomiti, la testa rimane all’interno delle braccia.
Ci sono poche posizioni che ci possono offrire i stessi benefici a livello di tutto il tronco superiore. Abbiamo una massima apertura del petto, delle spalle. Le scapole si incollano alla schiena riposizionandosi perfettamente. Inizialmente si fa bene di non esagerare e scendere troppo, ma col tempo, man mano che il corpo si scioglie, diventa sempre più facile da eseguire e ci si sente persino comodi anche durante una tenuta prolungata.
Con il tempo tutti problemi, sia di cervicale, di spalle, col apparato respiratorio e cardio vascolare si affievoliscono e ci abbandonano.
La variante di riposo, che vediamo di frequente in rete, ci fa scivolare in dietro finché i glutei toccano possibilmente i talloni, le braccia rimangono estese in avanti, la fronte appoggia a terra. Mantenere la posizione con respiri calmi e regolari nell’immobilità, inizialmente per cinque respiri, col tempo per quindici o anche più respiri a piacimento.

BENEFICI:

  • Tonifica gli organi interni del bacino
  • nella fase di riposo massaggia gli organi interno del bacino e del addome
  • elasticizza la colonna vertebrale e le spalle
  • benefico in caso di cifosi dorsale
  • ha un effetto benefico sulla cervicale
  • si apre il torace con benefici all’apparato cardio vascolare e respiratorio

LE MYOFASCIE MUSCOLARI:

  • Per attivare le myofasce muscolari delle braccia e delle spalle, premere le mani nel tappetino staccando i avambracci e braccia dal suolo
  • Il Pascima Sutra posteriore viene contratto e tonificato in tutta la sua lunghezza
  • Il Purva Sutra anteriore viene allungato sempre su tutta la sua lunghezza
  • Il Core Sutra centrale stabilisce la posizione e la rende confortevole, specialmente se puntiamo le dita dei piedi a terra

YOGA E AYURVEDA:

L’elemento di questa posizione è l’ARIA

  • Le persone con VATA Dosha dominante dovrebbero provare l’effetto che esegue su di loro. In linea di massima potrebbe essere equilibrante per l’elemento aria, ma siccome tutte le persone sono diverse, sarebbe buono a sperimentarlo su se stessi. In caso di fastidio sarà meglio di eseguirla soltanto nella fase di riposo.
  • Persone con PITTA Dosha prevalente fanno bene a praticarla anche a lungo, visto che ci insegna l’umiltà ed a abbassare un po’ il falso ego. Anche la fase di riposo potrebbe portarli benefici, magari non mantenendola troppo a lungo, potrebbero accusare eccessivo calore.
  • Persone con KAPHA Dosha predominante possono tranquillamente praticarla quanto vogliono, visto che ha un effetto meraviglioso sull’apertura del torace, del petto con benefici sull’apparato respiratorio, sciogliendo anche muco in eccesso.

Una posizione di estrema prostrazione, che ci insegna di lasciare andare l’egocentrismo, la superbia, e ci aiuta quando:

PERSONE CHE NON AMMETTONO DI PIEGARSI AL VOLERE DOI NESSUNO

LA POLARITA’ DELLA POSIZIONE E’ NEUTRA


Buona pratica

Con gioia e gratitudine

Sabine / Satyabhama