Jambavat è il re degli Orsi, che tiene nella sua grotta, la “gemma di sole”, syamantaka. Tale è la sua resistenza fisica che egli ha percorso il mondo intero per ventun volte, portando ogni volta un’erbe magica per la preparazione dell’amrita, la bevanda divina dell’immortalità. Molte discipline orientali contemplano, all’inizio della loro pratica, questa posizione di Jambavat, pur con nomi differenti. GABRIELLA CELLA, YOGA-RATNA IL GIOIELLO DELLO YOGA

La sua storia viene narrata nelle più grandi epopee dell’India il Ramayana e il Mahabharata. Gli viene attribuito il dono di essere immortale, figlio del Dio Brahma. Essendo grande devoto del Signore Ramachandra fa parte della riconquista della sua consorte Sita Devi, che era stata rapita dal demone Ravana, ed è lui che incoraggia Hanuman (un altro protagonista del Ramayana) di volare a Sri Lanka rammentandogli i suoi immensi poteri.

Nel Mahabharata (decine di migliaia di anni dopo) venne in possesso del prezioso gioiello Syamantaka togliendolo a un leone dopo averlo ucciso, il gioiello possedeva poteri mistici e procurava al proprietario o la comunità infinita ricchezza, salute, e manteneva lontano pericoli e epidemie. Il Signore Supremo Krishna (che è stato diffamato di averlo rubato) va nella caverna di Jambavat intenzionato di ricuperarlo.

Si scatenò una furiosa battaglia per 28 giorni con armi e infine in una lotta corpo a corpo, che sfinì Jambavat l’invincibile, e a quel punto si accorse e riconobbe davanti a se il suo amato Signore Ramachandra, nella veste di Sri Krishna e gli offrì le sue preghiere. Krishna soddisfatto con il tocco della sua mano guarì tutte le ferite del suo devoto. Dopo che Krishna narrò tutta la storia di questo gioiello, Jambavat gle lo consegnò. Inoltre gli diede la mano della sua adorata figlia Jambavati.

COME SI ESEGUE:

In posizione eretta con i piedi divaricati, la stessa misura del bacino, paralleli tra di loro, sentendoli ben radicati al suolo. Inspirando sollevate le braccia in avanti, espirando piegate leggermente le ginocchia, il bacino scende un poco. Contemporaneamente si flettono anche i gomiti e i polsi. Tutto il corpo forma una linea diritta dalla nuca al coccige, che prosegue con una linea immaginaria fino al suolo, la testa in linea con il busto. Inspirando le mani si alzano con le dita curve come formare dei artigli, espirando si rilassano e scendono leggere con le dita che puntano verso terra.

Sollevate un’ attimo tutte le dita dei piedi, attivando così le myofasce muscolari centrali (Core Sutra). Verificate quali muscoli si attivano, e mantenete il loro tono anche quando riportate le dita a terra. Attivate i muscoli dell’addome per sostenere e difendere la schiena, inoltre vi aiuta a mantenere la schiena allineata. Rilassate le spalle e il collo, il mento rientra leggermente allungando la nuca. Idealmente i tre diaframma del pavimento pelvico, del centro e della gola dovrebbero allinearsi perfettamente, così non si sente più lo sforzo lungo la colonna vertebrale e si può mantenere la posizione molto a lungo senza fatica.

C’è anche un’altra variante in cui si sollevano i gomiti lateralmente, le mani girano sui polsi e le dita si sfiorono appena. Questo è Jambavat che abbraccia un’ albero e ci dona ulteriore stabilità. Mantenete la posizione con respiri calmi e regolari da 5 a 30 o anche più respiri.

BENEFICI:

  • Rafforza le gambe con tutte le sue articolazioni, insieme alle braccia
  • Tonifica il sistema nervoso e la mente
  • Tonifica la schiena, specialmente i muscoli posturali più interni
  • Può essere inoltre d’aiuto allo stress, sintomi di burn out, attacchi di panico, disordini alimentari e altro
  • dona forza e resistenza
  • ci porta nel proprio centro, ottimo quando ci si sente smarriti. Bisogna però mantenerla a lungo in quel caso è possibile entrare in uno stato meditativo.

Una posizione che potrebbe essere considerata semplice, ma ha un enorme potenziale nella yogaterapia.

LE MYOFASCE MUSCOLARI:

  • Come menzionato sopra, sollevando le dita dei piedi si attiva tutto il concatenamento del Core Sutra centrale, dalle piante dei piedi fino alla testa, sopra le orecchie.
  • Per mantenere la posizione stabile, in equilibrio, abbiamo bisogno di ambedue le fasce muscolari: del Pascima Sutra posteriore e del Purva Sutra anteriore. Lungo il busto la tensione delle due fasce è in perfetto equilibrio (il Pascima tira in su, il Purva tira in giù) così la posizione è stabile. Nelle gambe abbiamo un’allungamento del Purva Sutra e una contrazione del Pascima Sutra.
  • I Parsva Sutra stabilizzano lateralmente
  • I Sutra delle braccia, mani e spalle vengono notevolmente rafforzati. Forse è proprio li dove si sentirà prima la pesantezza delle spalle. In tal caso uscire lentamente dalla posizione.

YOGA E AYURVEDA:

L’elemento della posizione, il Chakra attivato è TERRA.

Jambavat è una di quelle posizioni che non comportano problemi per nessuno dei tre Dosha. Porta comunque tanti benefici che giovano a tutti.

Eventualmente persone con una forte prevalenza di KAPHA Dosha potrebbero aggravare alcuni loro sintomi, ma non credo che questo sia il caso. Forse è il caso di provare/sperimentare su di loro per verificare come ci si sente…

LA POLARITA’ E’ MASCHILE

GIOVA A PERSONE CHE NON SENTONO LA PRESENZA DELLA TERRA, CHE NON HANNO FORZA E SI PERDONO FACILMENTE IN COSE FUTILI

Con gioia e gratitudine Sabine /Satyabhama

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