VARTAKA è il colombo, simbolo di pace e di buon auspicio. Nella mitologia induista, il colombo porta sulla terra i messaggi degli dei del cielo e funge perciò da tramite tra il mondo divino e il mondo umano”. Gabriella Cella, Yoga-Ratna, il Gioiello dello Yoga

Vartaka (वर्तक) si riferisce a una specie di quaglia ed è sinonimo (altro nome) del Kapiñjala, secondo testi scientifici come il Mṛgapakṣiśāstra (Mriga-pakshi-shastra) o “l’antica scienza indiana degli animali e degli uccelli” di Hamsadeva , contenente le varietà e le descrizioni degli animali e degli uccelli visti nei poemi epici sanscriti come il Ramayana e il Mahabharata.

RACCONTANDO la sua regata ad alta voce con grida ripetute, manda la sua voce come un timoniere della sua barca. O uccello, sii minaccioso di fortuna, felice da nessuna parte che la calamità ti colpisca. Non ti uccida il falco, né l’aquila non ti raggiunga l’arciere munito di frecce. Piangendo ancora nella regione dei Padri, parla qui di buon auspicio, portando liete novelle. Portando buone novelle, uccello di lieto auspicio, chiama ad alta voce a mezzogiorno delle nostre dimore, Perché nessun ladro, nessun peccatore ci opprima. Possiamo parlare forte, con eroi, in assemblea. (Rig-Veda HYMN XLII)

Come tutti gli uccelli, anche Vartaka ci insegna il dovuto distacco dalle cose, dal quotidiano, persino dalle persone e esperienze belle, per poter rimanere ben centrati, non disturbati da niente e nessuno nella nostra meditazione.

COME SI ESEGUE:

Stando seduti sui talloni, inspirando le braccia si staccano dal busto e si spingono un po’ all’indietro, i gomiti leggermente flesse. Il petto si sporge in avanti, le scapole si avvicinano tra di loro, mentre il bacino si solleva dai talloni. Espirando il busto si flette leggermente in avanti, il mento si spinge in alto, nella variante più semplice. Si può rendere la postura un po’ più difficile, staccando i piedi dal suolo, rimanendo così in equilibrio sulle ginocchia. Naturalmente con grossi problemi con le ginocchia, è da evitare. L’asana si mantiene da cinque a quindici respiri (o anche molto di più, se comfortevole). Dopo una profonda inspirazione, espirando si porta la fronte, nella sua parte alta, a toccare il suolo, le braccia ancora sospese in alto. Quando la posizione diviene faticosa, si lasciano scendere a terra insieme al busto anche le braccia, e si riposa. Naturalmente chi vuole eseguire la variante con i piedi sollevati, può mettersi una coperta ripiegata sotto le ginocchia, per protteggerle.

BENEFICI:

  • Rafforza la schiena
  • elasticizza le spalle
  • corregge la cifosi dorsale e lordosi lombare
  • è utile per l’artrosi cervicale
  • toglie il mal di testa
  • nella seconda fase porta sangue al cervello, nutrendo i bulbi peliferi e l’ipofisi, ghiandola capo del sistema endocrino
  • aumenta l’equilibrio psico-fisico (con i piedi staccati)
  • apre il torace, migliorando la respirazione

LE MYOFASCE MUSCOLARI:

  • È essenziale di attivare bene il Core-Sutra centrale per poter mantenere la posizione, specialmente se si sceglie la variante in equilibrio
  • Il Pascima-Sutra posteriore viene attivata e contratto, accorciato
  • Il Purva-Sutra anteriore invece allungato
  • I Sutras delle spalle e delle braccia vengono rafforzati

YOGA E AYURVEDA:

L’elemento di questa posizione è ARIA

Per le persone con predominanza di VATA Dosha potrebbe portare problemi, specialmente durante la stagione dell’autunno. In ogni caso dovrebbero mantenerla soltanto brevemente.

Invece è una posizione molto utile per chi ha una predominanza di PITTA Dosha, equilibria il “troppo fuoco”, dona distacco, armonia e pace.

Anche per le persone con KAPHA Dosha squilibrato porta grandi benefici. Inizialmente potrà rivelarsi difficile per loro da eseguire. Ma con la pratica e insistenza, anche loro potranno gustare questa bella posizione

LA SUA NATURA POLARITÀ È NEUTRA

PARTICOLARMENTE PER PERSONE CHE TROVANO DIFFICOLTÀ NEL COGLIERE I MESSAGGI POSITIVI CHE PROVENGONO DA CHI LI CIRCONDA

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Con gioia e gratitudine vostra Sabine / Satya