“Kubera è il nome del capo degli spiriti delle tenebre, il signore degli yaksha, i foletti che custodiscono anche i minerali e le pietre preziose nascosti nel grembo della terra. Per questo motivo, Kubera è considerato il dio della ricchezza, ed è chiamato Dhanapati “il signore dei tesori”, colui che dimora nel grembo dei gioielli (ratnagarbha). Viene inoltre associato alle facoltà prolifiche e pertanto invocato nelle cerimonie nuziali hindu, quale protettore dei coniugi e della prole. é raffigurato come un nano dal corpo tondeggiante, con tre gambe, otto denti, un solo occhio e a cavallo di un uomo.” Gabriella Cella, Yoga-Ratna il gioiello dello yoga

Kubera o Kuvera è una delle divinità indiane. Egli è conosciuto anche come Dhanapati, ovvero il dio della ricchezza. Durante il periodo vedico questo essere dall’aspetto di un nano era considerato una figura demoniaca, e comandava tutte le creature che si celavano nel buio. Nell’Atharvaveda, infatti, egli è il signore delle creature del buio e figlio del dio Vaishravana; Fu soltanto con l’introduzione dell’induismo e con il suo consolidamento che Kubera divenne una divinità benevola, e addirittura uno degli otto guardiani del mondo. Nell’olimpo induista egli è raffigurato a cavallo del suo carro magico, Pushpak, con il quale solca i cieli facendo piovere sui poveri oro ed altre ricchezze. Secondo la versione induista , quando Brahma era intento a creare l’universo, gli cadde dal viso un granello di pietra, che si trasformò in un essere che elesse a custode dei tesori nascosti nel sottosuolo. Una seconda versione vuole che Kubera, ancora in veste di capo dei demoni, entrasse nel tempio di Shiva per derubarlo, quando la sua candela si spense, dopo numerosi tentativi di riaccenderla, ci riuscì, e lo stesso dio Shiva, nel vedere tanta perseveranza lo premiò facendolo assurgere al rango di essere divino.

Secondo la storia visse per un certo tempo in un palazzo che Brahma fece costruire per i demoni che questi ultimi avevano abbandonato. Tornati per riprenderne possesso, inviarono con l’inganno al padre di Kubera una vergine-demone, di nome Kaikesi, che lo sedusse e con il quale concepì i tre fratellastri di Kubera, e Ravana, Kumbhakarna e Vibhishana. È a causa di Ravana, divenuto invincibile grazie all’intervento di Brahma, a capo di un esercito di demoni, che Kubera viene infine sconfitto e cacciato da Lanka. Recatosi al cospetto di Brahma in persona, Kubera chiede una nuova dimora che il dio fece costruire apposta per lui ad opera dell’architetto Vishvakarman degli dei sul sacro monte di Kailash, nella catena montuosa dell’Himalaya.

Caratteristica peculiare di Kubera, è il magico carro, Pushpak, fatto costruire per ordine di Brahma da Vishvakarman, per soccorrere questo dio goffo e obeso; questo carro è così immenso da poter contenere una intera città. Quando suo fratellastro Ravana cercò di rapire Sita, consorte di Rama, egli rubò il carro di Kubera e lo usò per la sua malefatta narrata nel celebre poema epico Ramayana.

Quindi abbiamo qui un personaggio ambiguo, che però custodisce i tesori così preziosi a noi esseri umani. Magari ci vuole segnalare che tali tesori, arrivati nelle mani sbagliate possono portare soltanto a una coscienza puramente materialistica e distruttiva.

COME SI ESEGUE:

In posizione eretta, i piedi ben ancorati e radicati a terra, divaricati un po’ di più della misura delle spalle. Unite avambracci e i gomiti e sovrapponete le due mani, la destra sopra il dorso della sinistra. Inspirate e durante una profonda espirazione, il busto si flette in avanti, le ginocchia si piegano e le mani si appoggiano al suolo, tra i due piedi e sulla loro linea. I gomiti dovrebbero restare uniti e le ginocchia toccare le spalle. Durante tutto il mantenimento della posizione dovrebbero rimanere attivati i muscoli dell’addome, e se volete inserire Mulabandha. Dopo un po’ di respiri invertire la posizione delle mani. Mantenete la posizione con respiri calmi e regolari nell’immobilità da cinque a venti o trenta respiri fino a che vi trovate a vostro agio.

BENEFICI:

  • Tonifica e massaggia ogni organo interno
  • rafforza le braccia e le spalle
  • elasticizza le ginocchia e il bacino
  • rafforza la schiena
  • elasticizza tutte le articolazioni delle braccia

MYOFASCE MUSCOLARI:

  • Il Purva Sutra può rilasciare le tensioni e rilassarsi
  • Il Pascima Sutra viene stirata, allungato
  • I Sutra delle spalle, braccia e mani vengono rafforzati
  • Il Core Sutra mantiene la stabilità e permette un lungo mantenimento della posizione

YOGA E AYURVEDA:

L’elemento di questa posizione è il FUOCO.

Per le persone nelle quali predomina VATA Dosha è una posizione molto favorevole. Sviluppa calore, rafforza tutte le articolazioni, punto spesso debole nei soggetti VATA. Dona stabilità.

Per le persone con PITTA Dosha predominante, non è proprio il massimo, anche se non sarà una grande sfida per loro. Al massimo possono mantenerla per poco tempo, per poi riequilibrare con una posizione che predilige l’elemento aria come Suparni ecc.

Per le persone con KAPHA Dosha predominante va benissimo. Possono praticarla e mantenerla quanto più a lungo che possono. Porterà a loro tanti benefici.

LA POLARITA’ E’ MASCHILE

GIOVA ALLE PERSONE FREDDOLOSE E TIMOROSE

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Con gioia e gratitudine

Sabine / Satyabhama